Come sfruttare la pandemia per cambiare vita

In questo momento di sospensione, pianifichiamo il futuro come lo vorremmo

Come sfruttare la pandemia per cambiare vita
Pagina creata: 21 Aprile 2020
Ultima modifica: 7 Maggio 2020

Questi mesi hanno causato molta ansia per il presente e angoscia per il futuro, in tanti di noi.
L’isolamento forzato, interrompere il nostro lavoro, i nostri interessi e le nostre relazioni, da un giorno all’altro, è stato difficile. Anche se non siamo alla fine di questo periodo, già in molte regioni si inizia a intravedere una luce.

Anche il pensiero del dopo, però, può causare ansia e preoccupazione, soprattutto per chi, già prima del Covid19 aveva dei problemi, ma anche per quelli che temono di non sapersi riadattare alla propria vita.
La sfida, in entrambi i casi, è concentrarsi su quelle cose su cui possiamo riporre le nostre speranze, per quanto piccole. Vediamo come sfruttare la pandemia per cambiare vita!
 

Il mondo dopo il Coronavirus

Un modo di riprendere il controllo su quello che stiamo vivendo è concentrarsi in maniera costruttiva sul futuro che vorremmo. In questi giorni sentiamo continuamente che il dopo Coronavirus sarà diverso. Molti esperti ci stanno spiegando come. Facciamolo anche noi, pensando a come lo vorremmo questo futuro. Ci starebbe bene tornare semplicemente a prima del 20 febbraio 2020 oppure eravamo insoddisfatti, frustrati e infelici?


I passi per cambiare la nostra vita

Questo tempo in qualche modo sospeso può diventare utile per pianificare e iniziare a lavorare già adesso sugli aspetti della vita che vorremmo cambiare. Cerchiamo di capire come:

  • Iniziamo dagli obiettivi. Quali sono i nostri? Non è una domanda scontata. A volte, semplicemente, ci lasciamo vivere e anche così va bene. Nei momenti in cui, però, sentiamo che la nostra vita è insoddisfacente è utile chiederselo. Abbiamo un nostro scopo? Cosa riteniamo importante? Siamo soddisfatti da quello che stiamo costruendo o abbiamo raggiunto?
  • Focalizziamoci sul presente. Dopo esserci concentrati su ciò che vorremmo e non abbiamo ancora, focalizziamoci su quello che invece abbiamo e di cui siamo soddisfatti. Chiediamoci grazie a cosa abbiamo ottenuto quello che abbiamo e che capacità da parte nostra hanno richiesto. Pensiamo a queste capacità come ai nostri punti di forza su cui puntare per cambiare. Solo dopo passiamo a ciò che abbiamo e invece non vogliamo più oppure ha bisogno di cambiare e che cosa nel nostro modo di fare ha contribuito al radicarsi di questi aspetti nella nostra vita. Questi modi di fare li inseriremo nei nostri punti deboli su cui dovremo lavorare in futuro, perchè potrebbero ancora ostacolarci.
  • Pensiamo a dove abbiamo sbagliato in passato. Per cambiare il futuro, il punto di partenza migliore è il passato, anche se sembra controintuitivo! Ognuno di noi, guardandosi indietro, può ricordare situazioni in cui non si è comportato al meglio, obiettivi che non ha raggiunto, rapporti andati male, etc. Probabilmente su questi ricordi abbiamo rimuginato a lungo, ma alla fine, con poche risoluzioni. Proviamo a rispondere alla domanda: qual è stato il problema? Avremmo potuto fare diversamente? Se la risposta è no, andiamo avanti in questo lavoro e passiamo al ricordo successivo. Concentriamoci su quelle cose del passato in cui avremmo potuto fare diversamente e cerchiamo di capire come applicarle al presente o agli obiettivi futuri.
  • Scriviamo tutte le cose che vorremo fare. Dopo che avremo riflettuto attentamente sul futuro, il presente e il passato, passiamo alla parte operativa: la stesura di un programma. Aiutiamoci nell'organizzazione del nostro "piano per il dopo", scrivendo. Mettiamo su carta tutti gli scopi da raggiungere, per sentirci realizzati e soddisfatti, sia a breve termine che a lungo, sia quelli che riteniamo "fattibili" che gli irraggiungibili, i "sogni nel cassetto".
    Una volta ottenuto un elenco di scopi, sviluppiamoli. Per ogni scopo cerchiamo di rispondere alla domanda "come è possibile raggiungerlo". Mettere su carta i nostri obiettivi aiuterà la nostra pianificazione.
    Non sapremo, ovviamente, sempre rispondere al "come". Per ciò che non sapremo immaginare, potremo, in un secondo tempo, informarci o chiedere consiglio alle persone fidate.
  • Rischiamo. Quando tutto sarà finito, non basterà avere fatto la programmazione più completa e ambiziosa del mondo, dovremo anche provare a metterla in atto. Se è vero che fare qualcosa è il primo passo per un possibile fallimento, è vero anche che solo facendo qualcosa possiamo ottenere un successo.

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- Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
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