Violenza sulle donne: il victim blaming

La violenza di genere può anche essere indiretta, il victim blaming è un'altra forma di aggressione

Violenza sulle donne: il victim blaming
Pagina creata: 1 Luglio 2020
Ultima modifica: 2 Luglio 2020

Nell'epoca del #Metoo sempre più persone, specialmente donne, hanno trovato il coraggio di raccontare gli abusi sessuali subiti. Spesso, però, chi denuncia uno stupro si scontra con la colpevolizzazione della vittima nel tentativo di normalizzare l'abuso.

 

Victim Blaming: cos'è



Victim blaming, letteralmente “dare la colpa alla vittima”, è un tipo di narrazione, spesso utilizzata per raccontare episodi di stupro, che tende a spostare l’attenzione dall'aggressore alla vittima. Il comportamento della vittima della violenza viene analizzato in chiave critica e giudicante; una narrazione pericolosa e offensiva non solo per le donne, però, ma anche per gli uomini. 

La cronaca, in anni neanche così lontani, ha riportato diverse sentenze in cui il reato di stupro era attenuato, se la vittima indossava i jeans, intimo sexy o aveva bevuto. Come a voler sottolineare che quelle donne in qualche modo erano consenzienti o comunque erano state loro a mettersi in pericolo. Ad essersela cercata. 



Da dove nasce il victim blaming

Pensare che la vittima contribuisca alla sua disgrazia è un errore cognitivo in parte dovuto al tentativo di trovare una spiegazione di fronte a eventi terribili in cui ci si potrebbe trovare chiunque. Se la vittima è responsabile, anche in minima parte, possiamo consolarci dicendo che a noi non potrebbe succedere, perché avremmo fatto diversamente. Questo spiega perché anche il sesso femminile spesso può accusare le vittime di stupro.

Colpevolizzare la donna, d’altronde è una strategia di controllo che va avanti da millenni. Probabilmente da quando Adamo ed Eva furono cacciati dall’Eden.



Il ruolo maschile nel victim blaming

Ma se la donna da questi episodi viene raccontata come ammiccante, volubile, incosciente etc. Normalizzare la violenza femminile ha un effetto boomerang anche per quanto riguarda il sesso maschile. L’uomo sembrerebbe un essere razionale e dotato di autocontrollo, solo fino a che non si trova di fronte ad una scollatura. A quel punto migliaia di anni di evoluzione vanno a farsi benedire e il maschio torna ad essere un animale delle caverne spinto solo dagli impulsi più biechi, incontrollabili e che vanno placati ad ogni costo.

Se la colpa è anche della vittima femminile, chi compie un’aggressione di questo tipo è in qualche modo scusabile, perché è nella sua natura la sopraffazione, in quanto maschio.

 

Vittimizzazione secondaria

La persona con il victim blaming, viene colpita una seconda volta e in maniera forse peggiore. Perché chi si trova a subire degli eventi sconvolgenti, nel tentativo di trovare un senso, una spiegazione, va incontro ad un ulteriore errore di pensiero: si chiede dove ha sbagliato, cosa poteva fare di diverso, si da la colpa.

Nel tentativo di riprendere il controllo e la responsabilità, finisce per attribuirsi colpe non sue. Questo tipo di attribuzione è tipico anche in chi si trova a vivere una relazione maltrattante. Chi è vittima di violenze ripetute, infatti, cerca di prevenire gli abusi, provando a comportarsi in modo da evitarli e quando non ci riesce, si chiede dove ha sbagliato. L'atteggiamento spesso è anche indotto dall’abusante che riesce a convincere la vittima del fatto che sia colpa sua, rendendola in qualche maniera “complice” delle violenze

 

Il victim blaming e la richiesta di aiuto

Per molte donne è difficile in generale confessare di aver subito violenza. Il senso di colpa e di vergogna, prendono il sopravvento. Richiede molto coraggio dare vita a un percorso di giustizia in cui si dovrà raccontare più volte ciò che è successo e far rivivere un episodio che si vorrebbe solo dimenticare.

I timori sono tanti e non tutti infondati: giudizio, critica, condanna. Spesso chi rimane in silenzio, lo fa perché si convince di non meritarsi aiuto o sostegno. Il victim blaming non è solo “ingiusto” da un punto di vista formale, ma causa alla vittima un ulteriore trauma e rende più complesso chiedere aiuto ed ottenere sostegno. 

 

 

Se sei vittima di violenza o conosci qualcuno che l’ha subita, contatta il 1522. Si tratta del numero nazionale anti-violenza e stalking. Chiama se hai bisogno di aiuto o semplicemente di un consiglio!

- Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
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