Ansia sociale: un vero e proprio disturbo, da non confondere con la timidezza

un approfondimento sugli aspetti fobici, i comportamenti di evitamento, le caratteristiche di personalità e come si cura l'ansia sociale

Ansia sociale: un vero e proprio disturbo, da non confondere con la timidezza
Pagina creata: 24 Luglio 2019
Ultima modifica: 25 Luglio 2019

Circa il 2,3% della popolazione in Europa ha una diagnosi di disturbo da ansia sociale, precedente conosciuto con il nome di “fobia sociale”. Non è un dato certo comunque, perché non sempre chi ne soffre chiede aiuto. In altri casi è possibile, invece, che non si riesca a distinguere la sindrome dal proprio modo di essere. L'ansia sociale, infatti, viene facilmente scambiata per timidezza, riservatezza o introversione.

 

Chi è la persona con ansia sociale?

 

Questo disturbo può essere caratterizzato da ansia o paura delle situazioni che prevedono un’interazione sociale, soprattutto se sono legate ad un possibile giudizio da parte degli altri.

Gli eventi temuti, ad esempio, sono quelli in cui si conosceranno persone nuove, dove la persona può essere facilmente vista in attività come mangiare e bere oppure in cui è prevista un’esibizione davanti un pubblico. Alla base del disturbo vi è la convinzione di andare incontro ad una valutazione negativa oppure essere messi in ridicolo, in imbarazzo o venire umiliati.

 

Sintomi del disturbo da ansia sociale

 

  • Paura o ansia relative a situazioni in cui la persona può essere presa sotto esame dagli altri.
  • Timore di manifestare sintomi legati all’ansia e che le altre persone, rendendosene conto, potrebbero utilizzare per prendere in giro la persona, rifiutarla o offendersi.
  • Le situazioni sociali sono quasi sempre associate a timore o paura
  • Le situazioni sociali vengono evitate o sopportate con molto disagio, vergogna, imbarazzo
  • Il disturbo dura da 6 mesi o più
  • La paura o l’ansia sono superiori ed eccessive all’eventuale minaccia che comportano (per es, dover essere interrogati a scuola o fare una presentazione al lavoro)
  • Il timore o l’ansia legato alla situazioni sociali causa una compromissione significativa del benessere della persona
  • Le emozioni associate non sono dovute all’uso di sostanze psicotrope o farmaci
  • Non sono presenti altri disturbi d’ansia come quello di panico, di dimorfismo corporeo o disturbi dello spettro autistico
  • In caso di presenza di una condizione medica, l’ansia e l’evitamento non sono correlati o sono comunque eccessivi.

 

 

Ansia da prestazione o da performance

 

Il disturbo si può presentare come legato esclusivamente alle proprie abilità. In questa declinazione può riguardare gli ambiti professionali in cui è prevista l’esibizione. Possono soffrirne danzatori, musicisti, sportivi, per esempio. Può riguardare anche persone del mondo dello spettacolo o che hanno un ruolo che prevede di rivolgersi abitualmente ad un pubblico. Le situazioni che non prevedono l’esibizione delle proprie abilità, normalmente non vengono viste come minacciose.

 

Caratteristiche del disturbo da ansia sociale

 

Chi soffre di ansia sociale vive nel costante timore di essere percepito dagli altri in maniera negativa. La valutazione temuta potrebbe essere di stupidità, debolezza, pazzia, spiacevolezza. Il timore può manifestarsi come paura di offendere l’altro, di venire frainteso e rifiutato per questo motivo.

 

Queste persone si percepiscono come molto ansiose e temono che in pubblico reazioni come sudore, balbettio, rossore, tremori saranno visibili agli altri e oggetto di critica. Il timore dei sintomi può portare la persona a limitare fortemente il proprio comportamento in pubblico. Per esempio può evitare di bere, mangiare, prendere in mano oggetti per non mettere in evidenza le loro reazioni fisiche all'ansia.

 

Le persone con ansia sociale possono apparire molto docili, remissive, disponibili. In pubblico possono mostrare una postura molto rigida o un tono di voce  basso. Per evitare l’esposizione, possono scegliere lavori che non prevedono contatto sociale o di uscire da casa. Anche le relazioni intime ne vengono condizionate: tendono a rimanere, da adulti, nella casa di origine in misura maggiore rispetto a chi non soffre del disturbo, a ritardare il momento di sposarsi o di formare una famiglia. Possono arrivare ad assumere sostanze, farmaci o alcol nel tentativo di automedicazione prima delle situazioni sociali.

 

Questo tipo di disturbo può avere inizio nell’infanzia o nella prima adolescenza. Se non debitamente curato, può diventare cronico e accompagnare la persona durante tutta la sua vita.

 

Cause del disturbo da ansia sociale

 

Alla base dell’ansia sociale può esserci un evento umiliante o stressante, come episodi di bullismo o situazioni di grande imbarazzo in pubblico. In età adulta può manifestarsi a fronte di cambiamenti di vita che prevedono l’assunzione di un ruolo sociale più pubblico, anche una semplice promozione al lavoro può favorirne lo sviluppo.

 

Dalle ricerche emerge l’associazione di un insieme di tratti personologici, temperamentali, biologici e ambientali come la bassa autostima, una maggiore inibizione nel comportamento o l’aver  ricevuto un modello educativo orientato all’ansia sociale. È possibile, infine, che vi sia una trasmissione genetica del disturbo. Sono, infatti, comuni storie di familiari di primo grado con la stessa problematica.

 

Il fenomeno dell’hikikomori

 

Potrebbe essere associato all’ansia sociale, un fenomeno che in Giappone prende il nome di hikikomori ( da hiku: "tendere" e komoru: "ritirarsi"), in cui molti individui senza impedimenti visibili, di tipo fisico o intellettivo, decidono più o meno deliberatamente di ritirarsi dalla vita sociale e dal mondo delle relazioni reali, per rifugiarsi nel mondo virtuale. Chi soffre di ansia legata alle situazioni interpersonali, potrebbe trovare il medium virtuale, come un modo meno minaccioso di rapportarsi con il mondo esterno.

 

L’hikikomori, comunque, è un fenomeno multiforme, riguardante in particolare maschi in giovane età, che si inserisce in un contesto storico particolare come quello orientale e sarebbe riduttivo prendere in esame solo l’aspetto “disfunzionale”.

 

Gli studi che hanno cercato di indagare il fenomeno hanno mostrato, infatti, risultati controversi e non è chiaro se sia una forma di malattia legato all’ansia o alla depressione. Il fenomeno, come hanno suggerito gli studiosi del fenomeno Saito Tamaki e Jeffrey Angles, potrebbe essere piuttosto una forma di moderno adattamento dovuto alla crisi economica e al cambiamento dei rapporti sociali.

 

Trattamento del disturbo da ansia sociale

 

L’ansia sociale, essendo un vero e proprio disturbo, richiede un intervento da parte di uno specialista della salute mentale.

 

Il protocollo di tipo cognitivo-comportamentale lavora sui sintomi psicologici e i comportamenti disfunzionali che mantengono il disturbo. In particolare si concentra sulla ristrutturazione di fattori come l’intolleranza dell’incertezza, i sintomi ansiosi e i comportamenti di evitamento, tramite tecniche di messa in discussione e di esposizione graduale alle situazioni temute.

 

FONTI:
Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, V edizione, 2014, Raffaello Cortina ed
Kikikomori: Adolescence without and end, Saito Tamaki e Jeffrey Angles, 2014, University of Minnesota ed.
Perché la fobia sociale è il male del nostro tempo
- Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
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