La differenza tra mattinieri e persone notturne sta nel DNA

Secondo recenti ricerche, essere mattinieri non è tanto una questione di intelligenza o personalità quanto una questione dovuta a fattori genetici.

La differenza tra mattinieri e persone notturne sta nel DNA
Pagina creata: 3 Febbraio 2016

Oscar Wilde diceva che solo gli ottusi sono brillanti la mattina a colazione. 

 

Secondo recenti ricerche, essere mattinieri non è tanto una questione di intelligenza o personalità quanto una questione dovuta a fattori genetici.

 

Le persone si dividono in molte categorie e sicuramente una di queste è quella che separa i mattinieri dalle persone notturne, quelle che vivrebbero solo di notte. I primi riescono ad uscire dal letto alla prima sveglia e a iniziare immediatamente la giornata. I secondi hanno bisogno di sentirne parecchie di sveglie, anche solo per alzare una palpebra, per poi trascinarsi verso il primo, di molti, caffè.  

 

Uno studio pubblicato su Nature rivelerebbe che la differenza, tra queste due categorie di persone, risiederebbe nel loro codice genetico.

 

I ricercatori di 23anMe hanno studiato più di 89.000 soggetti. Il 44% dei partecipanti si è descritto come una persona mattiniera, il restante 56% come notturna.

Dalla ricerca è emerso che i mattinieri non lamentavano particolari disturbi del sonno: dormivano mediamente più di otto ore a notte, erano meno soggetti ad insonnia, russamento, sudori notturni e sonnambulismo. Questi soggetti, inoltre, riferivano in misura minore di soffrire di depressione e anche tenendo conto di sesso ed età, avevano un indice di massa corporea (BMI) più basso rispetto a chi definiva se stesso come una persona notturna.
Questa tendenza ad essere mattinieri ha trovato un riscontro significativo nel patrimonio genetico, con la presenza di specifici loci nel DNA. Riguardo le altre caratteristiche riportate dai soggetti a proposito del loro sonno, invece, non è stato trovato un collegamento particolare a livello dei geni. 


E’ probabile che alcuni aspetti del sonno dipendano da altri fattori, che non sono stati presi in considerazione nello studio, come esposizione solare, periodo dell’anno in cui le informazioni sono state raccolte, luogo di provenienza dei partecipanti o banalmente la sovrastima dei soggetti nel descrivere come dormivano

 

In conclusione, la prossima volta che qualcuno ci darà del poltrone, perché fatichiamo a svegliarci, possiamo sicuramente dare la colpa al nostro DNA. È però bene ricordare che per dormire bene e rimanere in forma quello che incide è soprattutto mantenere buone abitudini!

 

 

- Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
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