Malessere, disagio o sofferenza. Quando è necessario rivolgersi a uno psicologo?

La salute psicologia è importante al pari di quella fisica, come capire se abbiamo bisogno dell'aiuto di uno psicologo?

Malessere, disagio o sofferenza. Quando è necessario rivolgersi a uno psicologo?
Pagina creata: 23 Luglio 2019
Ultima modifica: 2 Settembre 2019

Cerchiamo di capire insieme che cosa ci sta impedendo di chiedere aiuto psicologico, anche se ne sentiamo il bisogno e i casi in cui diventa necessario farlo.

 

Timori legati all'idea di farsi aiutare

 

Ancora oggi la salute psicologica non viene considerata al pari di quella fisica. Quando compaiono dei sintomi di malessere psicologico, prima di rivolgersi a uno specialista, sia lo psicologo, lo psicoterapeuta o lo psichiatra, spesso, trascorre molto tempo, in alcuni casi anche degli anni. Nel frattempo si cerca di minimizzare, negare o gestire il disagio e la sofferenza come si può.

Questa difficoltà a chiedere un aiuto competente, può derivare da limiti personali o pregiudizi dovuti ad una scarsa conoscenza della salute mentale e della psicologia in genere. L’equazione “vado dallo psicologo, allora sono pazzo” non è stata del tutto abbandonata. In altri casi, il problema può essere, invece, il timore di guardarsi dentro e scoprire “chissà che cosa” su stessi o avere paura che gli altri non capiscano e quindi di venire rifiutati.

Il risultato di queste convinzioni è mantenere una sofferenza inutile e “costosa”. Il prezzo in molti casi può essere economico, pensiamo alle dipendenze da droga, farmaci, alcol, cibo, shopping… Il dolore, però, ha anche un costo rispetto al benessere, perché ha un impatto sulla vita di tutti i giorni, andando ad incidere sulle sfere significative della vita, come lo studio, il lavoro, le relazioni, gli ambiti di realizzazione personale. Inoltre, un disturbo psicologico, anche se apparentemente non procura danni visibili, finisce per limitare le potenzialità dell’individuo, diventando un peso da portare, in aggiunta a tutto il resto.

 

Capire quando è necessario andare da uno psicologo

 

Ci sono casi in cui riusciamo a gestire la nostra sofferenza e a venirne fuori da soli. Altre situazioni di malessere psicologico richiedono l’aiuto di uno specialista competente. Come capire qual è il nostro caso?

 

Impariamo a capire quali sono i segnali di allarme da non sottovalutare:

 

  1. Disagio. Per capire se si ha bisogno dello psicologo bisogna valutare il livello di malessere. Si può presentare come un dolore, un’emotività intensa, un senso di apatia e di mancanza di prospettive. Per ognuno di noi è diverso, ma ad un certo punto diventiamo consapevoli che qualcosa in noi è cambiato e non ci fa vivere bene. È la prima volta che ci sentiamo così? La sofferenza non si risolve con quello che abitualmente contribuiva a farci stare bene? Non c’è una causa a cui attribuiamo questo stato, non capiamo la sua origine? Ci sembra una sofferenza troppa intensa, duratura e difficile da sopportare?
     
  2. Pensieri. Quando le nostre emozioni sono troppo intense o costantemente a carattere negativo, si modifica anche il nostro modo di pensare. Vediamo tutto con pessimismo? Passiamo molto tempo a rimuginare sui nostri problemi senza venirne a capo? Il passato ci ossessiona con i suoi ricordi? Pensiamo che farla finita sia l’unica via d’uscita?
     
  3. Cambiamenti. Una difficoltà psicologica può avere diversi effetti negativi sulla nostra vita. Le cose che prima ci interessavano non ci interessano più? Non riusciamo più a fare quello che prima ci veniva normale fare, come, ad esempio, andare nei luoghi pubblici o parlare con persone che non conosciamo?
     
  4. Comportamenti. Condotte impulsive, non ragionate e potenzialmente pericolose per la propria vita o quella degli altri, come guidare in stato di ebbrezza o atti in cui ci si fa deliberatamente del male, provandone un paradossale senso di sollievo sono segnali preoccupanti di un malessere profondo. Facciamo delle cose che ripensandoci troviamo pericolose e nelle quali non ci riconosciamo? Abbiamo rischiato più volte la nostra sicurezza e quella degli altri?
     
  5. Relazioni. La vita relazionale richiede lavoro e impegno costante. Quando è presente una sofferenza, sono proprio le relazioni a risentirne maggiormente, perché tutte le risorse residue sono impegnate nella gestione di quel malessere. Facciamo fatica a mantenere il nostro ruolo sociale (studente, lavoratore, genitore, amico, partner…)? Non abbiamo voglia di uscire e vedere gente? Abbiamo smesso di rispondere ai nostri amici? Al lavoro abbiamo continue discussioni con i colleghi?
     
  6. Autostima. Lo scarso valore di sé può essere collegato a una sofferenza psicologica profonda. Vediamo gli altri sempre migliori di noi? Quando facciamo qualcosa è costante il timore di un giudizio negativo? Ci sentiamo in pace con noi stessi solo quando raggiungiamo “la perfezione”?
     
  7. Sintomi fisici. Un disagio psicologico se non viene elaborato, trova vie alternative per esprimersi: quelle del corpo. Sono veri e propri sintomi, anche se la causa non è organica, ma psichica e spesso la diagnosi del medico è: “lei non ha niente”. L’universo delle manifestazioni sintomatologiche può essere vasto. Solitamente i sintomi possono riguardare l’apparato gastro-digerente, quello intestinale, la pelle, i capelli o i denti… Abbiamo sempre un malanno diverso? Passiamo il nostro tempo a consultare google o il farmacista per verificare i nostri sintomi? Non ci sentiamo mai al massimo della forma?
     
  8. Alterazioni nel ciclo sonno/veglia, appetito, energie. In questi casi le manifestazioni possono essere caratterizzate dallo spegnimento di ogni vitalità o al contrario da un eccesso di energia che difficilmente riusciamo a contenere. Ne risultano delle alterazioni dei cicli fisiologici quotidiani. Dormivamo e non dormiamo più oppure abbiamo iniziato a dormire più del solito? Non abbiamo più fame o al contrario sentiamo il costante bisogno del cibo, anche quando siamo sazi? Ci sentiamo svogliati e apatici oppure costantemente nervosi, agitati e con difficoltà a rimanere fermi?
     
  9. Eventi di vita. Durante il corso della nostra esistenza ci troviamo di fronte ad eventi che sono impegnativi da gestire e che quindi si accompagnano ad un forte stress, a prescindere che siano positivi e negativi. Matrimoni, traslochi, cambi di lavoro, trasferimenti in un’altra città. Tutto può contribuire a interrompere il nostro senso di pace e sicurezza. Siamo costantemente sotto pressione? Il nostro umore è facilmente irritabile o instabile? Ci sembra di “perdere pezzi”?
     
  10. Traumi. A volte gli eventi di vita sono inaspettati e hanno comportato un vero e proprio sconvolgimento dal quale non ci sembra di poterci più riprendere e tornare ad essere le persone che eravamo prima che si verificassero. Abbiamo rischiato la nostra vita o quella di chi ci sta accanto? Abbiamo perso un nostro caro? Ci è successo qualcosa di così terribile che fatichiamo anche a pensarci?
     

 

Se ad una o più domande abbiamo risposto affermativamente, probabilmente è giunto il momento di parlarne con qualcuno in grado di aiutarci!



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- Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
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